Mancato invio IVA Periodica

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Il nuovo impegno di comunicazione IVA periodica in vigore dal 1 gennaio, implica la necessità di correggere eventuali presentazioni tardive o errori relativi ad importi non corrispondenti.

Il termine per l’invio della comunicazione periodica relativa all’IVA 2017 del primo trimestre è passato da poco più di una settimana (12 giugno) e per i titolari di partita IVA che hanno riscontrato errori oppure non l’hanno presentata è ancora possibile poter rimediare.

Ecco quali possono essere le soluzioni possibili, quali le sanzioni applicabili e quando è possible ricorrere ad una sanzione ridotta.

Quando scade la dichiarazione periodica dell’IVA?

A partire dal 2017 la Legge di Bilancio ha introdotto l’obbligo per i titolari di partita IVA di presentare con cadenza trimestrale le comunicazioni periodiche e quindi comunicare la liquidazione dell’IVA per singolo trimestre sulle fatture attive e passive e sui corrispettivi.
Questo ulteriore adempimento rende più stringenti i controlli e permette di evidenziare le irregolarità al momento della dichiarazione IVA annuale.
L’invio telematico delle comunicazioni periodiche va effettuato:

  • entro il 31 maggio, poi prorogato al 12 giugno per il primo trimestre;
  • entro il 16 settembre per il secondo trimestre;
  • entro il 30 novembre per il terzo trimestre;
  • per il quarto trimestre la scadenza è fissata al 28 febbraio 2018.

Quali sono i soggetti obbligati?

Le comunicazioni periodiche IVA devono essere trasmesse da tutti i soggetti passivi IVA secondo i termini e le modalità indicate dall’Agenzia delle Entrate, tuttavia esistono tipologie di soggetti che non sono obbligati a tale adempimento, nello specifico:

  • i soggetti passivi esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale;
  • i soggetti che non devono effettuare le liquidazioni periodiche dell’imposta.

Restano esclusi dalla comunicazione i contribuenti minimi e forfetari.

Quali sono le sanzioni applicabili?

Nel caso di errori o mancato invio della comunicazione periodica IVA si applica la stessa sanzione previste per omessa, infedele o incompleta comunicazione che va dal minimo di euro 500 al massimo di euro 2.000.
Tuttavia è ammessa la possibilità di ottenere una riduzione della sanzione pari alla metà, che quindi varia da 250 a 1.000 €, se la comunicazione viene inviata o corretta entro il termine di 15 giorni dalla scadenza, in questo caso entro il 27 giugno.

È possibile ricorrere al ravvedimento operoso?

Anche se non ne è espressamente indicata la possibilità, come per lo spesometro si può ricorrere al ravvedimento operoso per sanare l’irregolarità commessa.
Come ribadito più volte, il ravvedimento operoso permette al contribuente di usufruire di una riduzione della sanzione che varia in funzione del numero di giorni di ritardo entro i quali viene sanata l’irregolarità, nel dettaglio:

  • se la sanzione viene pagata entro 15 giorni è prevista una riduzione di 1/9 del minimo (€ 250 anziché € 500) pari a € 27,78;
  • se la sanzione viene pagata entro 90 giorni è prevista una riduzione di 1/9 del minimo (€ 500) pari a € 55,56;
  • se la sanzione viene pagata entro 1 anno è prevista una riduzione di 1/8 del minimo (€ 500) pari a € 62,5;
  • se la sanzione viene pagata entro 2 anni è prevista una riduzione di 1/7 del minimo (€ 500) pari a € 71,43;
  • se la sanzione viene pagata oltre 2 anni è prevista una riduzione di 1/6 del minimo (€ 500) pari a € 83,33.

Come verificare se ci sono errori?

Una volta inviata la liquidazione è possibile controllare direttamente dal proprio cassetto fiscale le informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate in seguito ai controlli effettuati da cui potrebbe risultare un’incongruenza tra quanto versato dal contribuente e quanto dovuto secondo l’Agenzia delle Entrate. In questi casi il soggetto passivo ha tre alternative:

  • fornire i chiarimenti necessari all’Agenzia delle Entrate;
  • segnalare i dati e gli elementi che non sono stati presi in considerazione;
  • versare l’importo indicato dall’Agenzia ricorrendo al ravvedimento operoso.